Ne ho provati di tutti i tipi, forme e prezzi.

Da quelli lunghi fino alle caviglie, passando per i “corsari” (lunghi fino al polpaccio), per arrivare ai cosciali (lunghi fino a poco sopra il ginocchio), concludendo con quelli da montagna modulabili (che si possono trasformare in short).

Di quelli lunghi alla caviglia (definiti fuseaux o tight) ne ho di due spessori differenti: uno per quando la temperatura si abbassa ma non sento ancora freddo; uno quando, invece, esco a camminare in pieno inverno.

Non mi trovo bene con i corsari e, infatti, li uso pochissimo.

Quanto ai cosciali, sono quelli che preferisco e che utilizzo più spesso dalla primavera all’autunno.

Nel mio corredo ne ho tre modelli, entrambi con effetto compressione, come i gambali. I più “sofisticati” sono stati realizzati tenendo in considerazione sia il peso sia la statura dell’utilizzatore. Hanno due tasche doppie (davanti e dietro) e altre laterali per i gel o le barrette.

Alle volte uso anche i pantaloni da montagna in versione “short”: leggeri e traspiranti, garantiscono grande libertà di movimento. Hanno molte tasche e la parte inferiore del pantalone può trovare posto nello zaino per eventuali necessità. Non escludo, in futuro, di cedere alla tentazione di provare un capo tecnico per speed hiking.

In ogni caso le caratteristiche che, secondo me, devono avere i pantaloni sono la comodità e la vestibilità, oltre a un ottimo rapporto qualità/prezzo.