Ormai si possono trovare zaini di dimensioni e capienza adatta ad ogni esigenza. La parola d’ordine sembra essere una sola: leggerezza e la moda del momento per i “top runner” li vuole più simili alle maglie multitasche da ciclista per struttura e aderenza al corpo. Io, invece, non avendo né esigenze di sponsor da soddisfare né “crew” sul percorso che mi fornisce assistenza, uso attualmente uno zaino che ha una capacità di 17 litri, è abbastanza leggero (circa 400 g) e mi consente di portare con me comodamente tutto il necessario.

E’ composto da:

  • un’unica tasca interna in mesh
  • uno scomparto principale
  • due tasche con cerniera sul cinturone, dove ripongo gel e riserve alimentari (barrette)
  • una porta borraccia amovibile su uno spallaccio, che utilizzo per metterci dentro la minutaglia (bicchiere, fazzoletti ecc.)
  • due tasche laterali in rete che utilizzo come porta borraccia.

Ha un sistema di regolazione leggero e facile da usare che elimina i punti di pressione sullo sterno e aumenta la traspirabilità e una cinghia di compressione anteriore, regolabile per maggiore stabilità durante il movimento.

Lo schienale è leggero, morbido ed è studiato per garantire un’ottima traspirabilità e per adattarsi perfettamente alla schiena. La traforatura aumenta la ventilazione e i tessuti drenanti asciugano rapidamente. L’imbottitura garantisce comfort e protezione. Gli spallacci sono leggeri e realizzati per aumentare la ventilazione e ridurre la frizione sulle spalle e intorno al collo.

Avrebbe anche lo spazio per alloggiare il camel bag, ma non lo utilizzo.

Nel mio corredo ho anche un marsupio che utilizzo durante le uscite brevi (max. 2 h) su percorsi dove è frequente la possibilità di dissetarsi e nel quale riesco a stipare oltre a chiavi, smartphone, documento d’identità e riserva alimentare solo una giacchetta antivento. Nelle tasche laterali posso portare le borracce (preferibilmente quelle morbide) o il bicchiere di plastica semi rigida.