Qualche giorno fa, durante una delle mie tantissime uscite in solitaria, pensavo a quanto sia bello andare in montagna da soli.

Da solo in montagna ci vado alcune volte per necessità, altre volte per scelta. Non che non mi faccia piacere la compagnia (non sono un orso, tutt’altro), ma da solo è un’altra cosa. Una cosa diversa che a me piace tanto e alla quale riuscirei a rinunciare con difficoltà. Mi capita di andare in montagna da solo spesso per poche ore, a volte per un giorno e, raramente, anche più. Quando ho bisogno di stare solo con me stesso, o ancora quando mi sento stressato trovo assai utile scappare “per bricchi”, come si dice a Genova.

Durante le uscite solitarie mi sento padrone del mio tempo e di come impiegarlo, dialogo solo con me stesso e ogni sensazione viene amplificata al massimo. Il silenzio a volte è talmente forte che fa quasi rumore. Se non ci si è abituati, soprattutto le prime volte, il silenzio può dar fastidio. Per molti la solitudine significa angoscia, per me non è così: sono momenti preziosi, occasioni per guardarmi dentro o almeno di cercare di farlo.

Quando facevo queste riflessioni, mi sentivo da dio ed ero proprio contento di essere lì in compagnia solo del rumore del mio respiro, senza nessuno vicino a me. Pensavo a tutte quelle volte che mi è successo di parlare con qualcuno di questo mio modo di vivere la montagna. Quasi sempre ho avuto l’impressione che mi prendessero per incosciente o, peggio, per uno un po’ strano.

Le obiezioni sono sempre le stesse: e se ti succede qualcosa? Se ti fai male?

Alla fine quasi tutti concordano nell’affermare che in montagna non si va mai da soli. Ma, per dirla tutta, io non mi sento proprio così incosciente, come non mi sento poi così sicuro quando sono con qualcun altro, e ancora meno se, durante un’ascensione, c’è un sacco di gente sopra la mia testa.

Anche essere in compagnia non è sempre sinonimo di sicurezza, ripetevo tra me e me! Da soli o in compagnia, il migliore strumento per identificare i pericoli è la conoscenza: questo vale per ogni attività outdoor legata alla montagna. E’ questo quello che mi frullava per la testa mentre camminavo spedito.

Personalmente, quando sono in montagna da solo, mi sento molto più attento, osservo molto di più, ho forse più paura e rispetto di quello che mi sta attorno e, se ho qualche dubbio, è molto più facile che torni indietro sui miei passi. Sono solo io che decido cosa è meglio fare o non fare per non farmi male.

Eppure anche i giornali e la televisione lo ribadiscono spesso: non si va in montagna da soli!

Proprio per questo oggi, andando “in direzione ostinata e contraria” (come insegna Faber), voglio spezzare una lancia a favore di quelli come me a cui piace andare in montagna da soli.

Con questo non voglio incoraggiare la gente ad andare in montagna da sola, e nemmeno dire che è meglio o peggio rispetto ad andarci in compagnia. E’ solo uno dei tanti modi di vivere la propria passione.

Voi cosa ne pensate? Andate mai in montagna da soli?

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